Il dubbio

sabato, luglio 19, 2014
By gennaro pezone
gennaro@gennaropezone.com

E’ bello credere allo splendore delle stelle quando riflettono un attimo d’amore, quando brillano negli occhi di chi vive del sapore dell’anima e si “percuote” il viso con un sorriso.

E’ tale la gioia di chi affronta la propria esistenza mortificando le lancette del tempo che gli attimi si vergognano di percorrere.

I colori dell’uomo appartengono ad emozioni che partono dal “dubbio”.

Noi viviamo col dubbio, quel dubbio che ci regola e ci regala il domani da conquistare, quel dubbio che si frappone tra il chiaro di luna ed il riflesso sul mare, quel dubbio che gioisce per un pianto notturno frutto d’amore, quel dubbio che ti spinge all’abbraccio, quel dubbio insito nella frescura di un albero, quel dubbio che rallegra la sete alla fonte, quel dubbio che ti circonda di coccole e fa impallidire le lenzuola, quel dubbio che trasforma un cuscino nel cassetto dei sospiri, quel dubbio che parla alle piante e le spinge verso il cielo, quel dubbio che rattrista le nubi e le fa piangere, quel dubbio che accompagna un caffè condito col sale, quel dubbio che cancella le certezze delle regole, quel dubbio che vincola i desideri alla loro realizzazione, quel dubbio che svuota i sogni passati e li riempie di speranza, quel dubbio che portiamo addosso come una seconda pelle e che ci protegge dalle insidie della sicurezza.

Per fortuna sono un comune mortale pieno di dubbi.

Sono talmente pieno che vivo di sentimenti perché i sentimenti sono i “dubbi” della solitudine.

La solitudine è compagna della “falsa” normalità, dove le leggi sono soltanto scritte e non osservate, dove i puntini sulle “i” sono gestiti da automi travestiti da persone, dove la follia diventa l’unica gioiosa medicina.

Voglio vivere col dubbio, di me stesso, delle necessità degli altri, della solidarietà, della condivisione, dell’altruismo, della generosità.

Voglio rinnegare ciò che non mi appartiene, voglio cancellare il qualunquismo, voglio abbattere le barriere mentali e le meteore che si sfaldano al primo intoppo.

Voglio giocare, sorridere, assaporare, piangere, distrarmi, vedere un film, farmi abbracciare e mangiare una pizza.

Voglio stare con me stesso, nei miei pensieri, nelle sciocchezze che scrivo, nell’odore di un fiore, nel profumo del ragù.

Cerco il sole del mattino e mi rifugio nel tepore dell’imbrunire.

Scelgo la notte, lunga e rispettosa delle parole, col suo silenzio assurdo dove il respiro diventa un discorso e due respiri diventano amore.

Scelgo il dubbio come amico di ventura, dove il battito del cuore accompagna il pulsare della vita e domani?

Chissa come sarà il “tempo”….ho seri “dubbi”!!!

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