Quell’attimo …

martedì, maggio 27, 2014
By gennaro pezone
gennaro@gennaropezone.com

Ho chiesto al tempo di riportarmi un “attimo”.

Capita a molti “quell’attimo”.

Sì, proprio quello. Quello dedicato ad un sorriso che distoglie il vento e lo trasforma in una carezza.

Quell’attimo che accoglie la pioggia, serena e suadente, complice di un ombrello per un contatto ammiccante dove l’acqua bagna un bacio.

Quell’attimo che attraversa una vita e si siede su di una panchina, con due occhi che ti sbirciano e si richiudono con un rossore tenue, di vergogna.

Quell’attimo che colora uno specchio dipinto col vapore della doccia, fatta in due, e con un dito che prova a scivere frasi sensa senso e poi ridere, ridere, ridere, fino a toccare i capelli.

Quell’attimo, sempre lo stesso, si sussegue e ti insegue, si veste con te ogni mattino, assapora il caffé ed un biscotto e poi accende la luce dei tuoi occhi per illuminare il mondo.

Quell’attimo per un pasto rabberciato, pomodori alla rinfusa, basilico, aglio e cipolla con l’ombra del dubbio e l’acqua che borbotta. Un chilo di pasta per uno. La giusta quantità dell’emozione.

Quell’attimo rubato ad un respiro, quando di notte vorresti contare le stelle, poi ti fermi pensando “è infantile” e ti ributti sul letto sperando che il cuscino vicino accompagni un risveglio…..per una “conta” in due.

Quell’attimo, quando il giorno serve a preparare la notte con le scorribande sotto casa dei vicini ed uno sguardo al balcone di fianco, con la speranza che il chiasso annunci la tua presenza, ad una “testolina” meravigliosa che dormiva.

Quell’attimo, quando il costume metteva in evidenza una forma accettabile ed un “passeggio” tra gli ombrelloni per cercare qualcosa di “interessante”.

Quell’attimo in cui perdi il senso del tempo, dietro due calze piene di malizioso “andamento” lento e più giù le scarpe rallentano il passo per permetterti l’approccio.

Quell’attimo in cui si stravolge la vita per una copertina lisa e invecchiata con dentro un fagottino. Già, un figlio.

Quell’attimo che appare all’improvviso e ti annuncia che un amico è nato in cielo, una lacrima e poi altre e “l’attimo” si allarga per ospitarle.

Quell’attimo che capovolge i progetti, ti invita lontano, cambi strada e ti ritrovi accolto.

Quell’attimo senza senso, quando l’istinto si riempie di un umore strano, vorresti capovolgere tutto e ti accorgi che è tutto già capovolto.

Quell’attimo in cui ti manca il respiro e l’emozione “picchia” in testa, “farnetichi” qualche parola e poi “sbotti” in una battuta di spirito.

Quell’attimo dove l’ora s’è fermata, dove il tempo non esiste, dove l’uomo pensa ad altro ed in quel momento vedo “tanti” e di gioia piango, a dismisura, vedo volti e vedo te, vedo sguardi da lontano, vedo foto ormai appassite e tra i tanti sbuca un amico: c’è un “mi piace” che fà compagnia!

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